giovedì 29 maggio 2008

L'eterno affanno

Da stamattina, come un ritornello di una filastrocca ripetuta a memoria, io sento girare nella mia testa un simpatico versetto: se a ciascun l'eterno affanno si vedesse in fronte scritto... Incuriosita da questa reminiscenza dal vago - vaghissimo - contorno, ho cercato di ricostruire il contesto di quel verso e il movimento che lo ha spinto ad incrociare inaspettatamente questa mia giornata.
Il verso è estratto dal Giuseppe Riconosciuto di Metastasio. Ne riporto di seguito il continuo per farvi notare la bellezza di questo piccolo ritaglio di magia.


Se a ciascun l'interno affanno
si leggesse in fronte scritto,
quanti mai, che invidia fanno,
ci farebbero pietà!
Si vedrìa che i lor nemici
hanno in seno; e si riduce
nel parere a noi felici
ogni lor felicità.


Il Giuseppe Riconosciuto è una delle opere d'oggetto sacro di Metastasio. Fu messa in musica per la prima volta nel 1733 da G. Porsile, napoletano e maestro di cappella nella Vienna dell'imperatore Carlo VI. Tuttavia l'opera è stata portata all'apice del suo splendore da Egidio Romualdo Duni, il quale, già cimentatosi nella trasposizione musicale del sacro metastasiano, concluse la carriera italiana nel 1759 col Giuseppe Riconosciuto (che forse non arrivò a vedere) e si trasferì in Francia.
Vi chiederete voi a questo punto: da cosa discende, dunque, questa fissazione odierna? Non lo so, ma, scavando nella mia mente, ricordo che mia nonna spesso si soffermava a recitare a memoria opere d'ogni levatura, dalla Commedia dantesca alla Semiramide metastasiana. Di quest'ultima ricordo un piccolo "stornello" che mi canticchiava allegramente:



Vorrei spiegar l'affanno,
Nasconderlo vorrei;
E mentre i dubbi miei
Così crescendo vanno,
Tutto spiegar non oso,
Tutto non so tacer.
Sollecito, dubbioso
Penso, rammento e vedo;
E agli occhi miei non credo,
Non credo al mio pensier.



Sono versi pronunciati nella IV scena del dramma da Scitalce, un giovane principe indiano di cui Semiramide doveva invaghirsi. Al di là del contesto che li ospita, io credo che siano di un'arguzia disarmante, poiché descrivono con estrema semplicità il tormento del dubbio in chi non crede, in chi non riesce a porre fiducia neanche nel proprio pensiero. Per ironia della sorte, un versetto sull'affanno interno, di cui ognuno di noi porta il peso, mi ha consegnata ad un ricordo più problematico, in cui lo stesso affanno si fa più grande, più complesso, più impietoso. Da un affanno invisibile e quotidiano, invisibile perché celato dal nostro vivere sociale, ad un affanno visibile, tangibile, concreto. Come si nasconde l'affanno del dubbioso? Come si cancella, dal proprio muoversi nel mondo, l'infedeltà a sé stessi, la propria incapacità a prestarsi fede?

2 commenti:

Pollon326 ha detto...

Ciao gioia, ho passato il mio contenuto di Splinder su Blogspot, mi piaceva di più la grafica e il fatto che i non iscritti potessero comunque commentare.
Certo è che ci capisco per ora poco nulla...ihihihih!!!!
Bacioni

Patatrack ha detto...

ciaoooooooooo, si questo account è più funzionale di msn..
Ti leggerò con piacere... ciao cucciola..

LO SBATTEZZO

Strumento necessario per il rispetto che i non cattolici devono a loro stessi, lo sbattezzo è tecnicamente definito come "Defectio ab ecclesia catholica" e rappresenta la separazione definitiva dalla stessa da parte del richiedente. Tale divorzio viene effettuato mediante l'apposizione del timbro nei registri parrocchiali.

Sbattezzarsi è semplice.
Vi basta compilare il modulo che troverete più in basso cliccando sul link e spedirlo al parroco della parrocchia in cui siete stati battezzati. Niente di più semplice!
MODULO PER SBATTEZZARSI.
AFFRANCATEVI DAL DOGMA E AIUTATE LA SOCIETà A NON DIPENDERE DA UN'ISTITUZIONE CORROTTA E MAFIOSA!
I non-cattolici, e in Italia sono tanti, potrebbero determinare la riduzione delle ricchezze ecclesiastiche e la conseguente contrazione del potere vaticano.
Lo sbattezzo ha implicazioni esclusivamente economico-sociali.
Esso implica da un lato la scissione definitiva di chi non è cattolico dalla chiesa e dall'altro la cancellazione dai registri contenenti gli "iscritti" alla chiesa cattolica. Recati sul sito www.uaar.it e leggi tutte le informazioni che ti vengono fornite. Documentarti non è solo un dovere, ma un diritto che DEVI rivendicare a te stesso.